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FARE E DISFARE, LA POLITICA SENZA CORAGGIO
Alcuni autorevoli dirigenti del Pd hanno annunciato, o almeno fatto capire, che se si vinceranno le prossime elezioni si rimetterà mano a quei provvedimenti sul lavoro e sulle pensioni che abbiamo appena approvato in parlamento. Pessima idea. Per quanto sofferti e controversi, quei due provvedimenti sono infatti parte di una strategia di risanamento al cui altare abbiamo sacrificato una discreta quantità di incenso. Annunciare che il prossimo incenso si brucerà su altri altari non depone a favore della serietà delle nostre intenzioni. Nel merito io resto convinto del voto che ho espresso.
Continuo a pensare che la riforma delle pensioni, per quanto sia dura, resti un fondamentale atto di giustizia verso le prossime generazioni. E che la riforma del lavoro, per quanto non sia taumaturgica, non sia neppure quella «boiata» che dice il presidente di Confindustria. Magari non si tratterà di pozioni miracolose, di quelle che d'un tratto fanno svanire i nostri mali più profondi. Ma sono passi che muovono nella direzione giusta, ed è per questo che li abbiamo favoriti assumendone la nostra parte di responsabilità. Di là dalle Alpi Hollande ha già annunciato che rivedrà l'età della pensione, resa più severa dal suo indulgente predecessore, ed è facile immaginare che il suo an-nuncio offrirà altri argomenti a quanti pensano che su questo terreno la prudenza valga più del coraggio. Eppure riesce difficile sottrarsi all'idea che ogni volta che si accorciano i termini della quiescenza si finisce per caricare un onere aggiuntivo sulle spalle dei più giovani. Ma c'è qualcosa che va oltre il merito delle questioni, pur decisivo, e riguarda il modo stesso in cui h politica svolge i suoi ragionamenti, matura le sue scelte e tiene il punto delle sue convinzioni. Questo continuo fare e disfare che assimila il processo legislativo al continuo rifacimento della tela di Penelope non giova alla credibilità della nostra politica. Se diamo un voto, si pensa che ne siamo convinti. Certo, a volte può trattarsi di un voto sofferto, faticoso, frutto di un compromesso.
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02.07.12.EUROPA. FARE E DISFARE, LA POLITICA SENZA CORAGGIO
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